mercoledì 15 novembre 2017

WES ANDERSON - IL TRENO PER IL DARJEELING


Immagine correlataLungometraggio vincitore del Leoncino d'Oro alla 64esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il film di cui parleremo oggi è "Il Treno per il Darjeeling" di Wes Anderson.

Il Treno per il Darjeeling è il quinto film del regista newyorkese, elaborazione in chiave road movie della classica commedia drammatica dai toni borghesi, a cui il regista ci ha da tempo abituati.
La premessa narrativa è molto semplice: dopo la morte del padre tre fratelli vengono invitati dal maggiore a partire per un viaggio spirituale verso l'India, nel tentativo di risaldare i rapporti tra di loro e ricongiungersi con la madre, tuttavia restia all'idea di rivedere i suoi figli.

Come gran parte dei road movies, anche il film di Anderson integra un percorso di formazione progressiva all'interno della trama, attraverso un viaggio volto a rafforzare e ravvivare i legami fraterni, nonostante l'insorgenza costante di difficoltà, influenzate dalla criticità di comunicazione tra i tre.

Risultati immagini per il treno per il darjeelingBen presto si instaura una vera e propria lotta gerarchica fra i protagonisti, volenterosi di fregiarsi agli occhi degli altri come i pupilli del padre deceduto, convincendo (ed autoconvincendosi)  della maggior benevolenza del genitore nei propri confronti.
In un assiduo duello in mezzo a divergenze e affinità, l'eccentrico terzetto rimbalza da una situazione all'altra, dove il sarcasmo e la sagacia di Anderson sembrano schernire gli stessi, presentando un costrutto umoristico all'interno del film a tratti funzionale, a tratti meno.

Risultati immagini per il treno per il darjeelingMalgrado le diversità, l'affiatamento del trio cresce col passare dei minuti, fino a permettere alle loro tipicità di coincidere e completarli. Tutto sommato, tutti e tre hanno verosimilmente gli stessi problemi in comune da risolvere (concerni principalmente le loro vite sentimentali); naturalmente ciascuno di loro affronta tali problemi con una metodologia differente, determinata dalla propria stravagante personalità.

Anche la stilistica della messa in scena è colma di opposti complementari, basti pensare alla spensieratezza cromatica del villaggio indiano in cui si recano i fratelli, in limpido contrasto con la drammaticità del contesto funebre (di lì a poco verrà celebrato il funerale di un bambino). Perfino durante il lungo viaggio in treno, le prime frizioni fra i tre fratelli che rischiano di mettere a repentaglio l'intera avventura, sono contornate da un teatrino caleidoscopico allegro e colorato.

Immagine correlataDai tellurici composti sonori che fanno da sottofondo all'atmosfera arabeggiante del prologo, alla resa finale dei protagonisti, ora consapevoli che la meta era solo il pretesto per un viaggio interiore; il film si chiude con le immagini in ralenti dei tre, all'inseguimento dell'ultimo treno verso casa, liberatisi delle valigie, ultime zavorre che separavano il materialismo dalla spiritualità del viaggio.

Nessun commento:

Posta un commento