- Shinya Tsukamoto
Per A Snake of June Tsukamoto accantona i richiami cronenberghiani, le tematiche legate alla fusione tra organico ed inorganico, la distruttività di Tetsuo e Tokyo Fist, mantenendo tuttavia la struttura narrativa dei precedenti (capo)lavori totalmente intatta.
Anche in A Snake of June il focus si concentra su una triade, composta da una coppia e dall'estraneo, venuto dall'esterno, destinato a sconvolgere il loro equilibrio precario e a cambiare irrimediabilmente il loro destino. L'azione dell'estraneo anche questa volta ha connotazioni violanti ed aggressive, che invadono l'intimità della vita di coppia, condizionando le personalità e gli atteggiamenti degli altri protagonisti.
In questo caso la messinscena ordita dal regista nipponico esplica due tematiche principali: la crisi passionale all'interno della vita di coppia, ed il rapporto dell'individuo con la malattia congiuntamente all'accettazione della stessa.
"Il serpente è quello che tutte le donne hanno in corpo. Una metafora che mi attrae da sempre.
Quando penso ad una donna, la immagino con un serpente che le vive dentro."
- Shinya Tsukamoto
Una sera, Rinko viene contattata da un uomo che le dice di essere stato salvato in passato da lei, e intende dunque sdebitarsi.
Quest'uomo è Iguchi (Shinya Tsukamoto), un malato terminale di cancro, che consapevole della morte imminente, vuole prima aiutare la ragazza a ritrovare sé stessa, togliendole la maschera da "Monaca".
Per costringerla a farsi aiutare, Iguchi comincia a ricattarla, scattandole a distanza foto di nudo nei momenti in cui la ragazza si masturba, o si trova in una situazione che la mette in imbarazzo. Iguchi la minaccia di consegnare le foto al marito se non farà ciò che le chiede, e Rinko, che non vuole assolutamente perdere la sua facciata casta, acconsente e sta al gioco.
Iguchi la obbliga ad esporsi in luoghi pubblici, ad assumere comportamenti al di fuori dalle sue abitudini. Sembra che lui sappia tutto di Rinko, del suo passato e dei suoi rapporti con le persone che la circondano.
Iguchi lavorerà Rinko fino a farla disinibire, ed infine le svelerà che anche lei ha un tumore, di cui suo marito non le ha mai parlato.
A questo punto la soggettiva si sposta da Rinko a Shigehiko. Viene svelato che il marito sapeva delle foto da tempo, ed anzi acconsentiva tacitamente.Un giorno Shigehiko decide di pedinarla, fino a trovarla nuda, in posa sotto la pioggia, intenta a farsi fotografare da Iguchi. Anziché cercare delle risposte ai comportamenti della moglie, Shigehiko inizia a masturbarsi davanti a lei, ed una volta tornato a casa, telefona a Iguchi per chiedergli di incontrarsi, per comprare tutti i negativi restanti.
Shigehiko viene tuttavia drogato dal fotografo malato, ed inizia ad avere delle visioni.
Nella prima sogna di trovarsi in una stanza in compagnia di altri uomini, con una strana maschera al volto, mentre assistono all'annegamento di un paio di ragazze rinchiuse in una cella che si riempe lentamente di acqua piovana.
Nella seconda visione riceve una nuova chiamata da Iguchi, che gli promette di consegnargli tutte le foto rimaste. Giunto al luogo d'incontro subisce un secondo agguato.
Un'altra volta, seppur in questo film non sia un motivo centrale come nelle opere precedenti, ritorna per un attimo l'elemento cyberpunk. Iguchi, con un estensione metallica del proprio corpo dalle sembianze serpentesche, soffoca Shigehiko. Nel mentre, gli rammenta la sua vigliaccheria, facendolo pentire della sua anaffettività nei confronti della moglie.
Nella fase terminale dell'allucinazione, Shigehiko si ritrova nella bolla dove precedentemente morivano le due ragazze, questa volta lo stesso destino toccherà a lui.
Nella conclusione della pellicola Shigehiko fà ritorno a casa e distrugge il telefono, per dimostrare a Rinko che non c'è più bisogno della mediazione di Iguchi, entrambi hanno imparato la lezione.Infine i due riescono ad avere un amplesso, mancato da anni. Notando in un primo momento l'asportazione del cancro dal corpo nudo di Rinko, Shigehiko crede risolutamente di aver posto rimedio a i propri errori. Pochi secondi dopo invece gli sembra che il tumore sia ancora presente.
Incapace di distinguere l'illusione dalla realtà, Shigehiko inizia a piangere tra le braccia di Rinko.
Dalla soggettiva della ragazza, invece, il tumore (che forse non aveva mai avuto realmente) svanisce nel momento in cui lei riesce ad accettare sé stessa, così com'è.
Il lungometraggio, ambientato nella stagione delle piogge giapponese, è stato realizzato dal regista in b/n, virato in una fredda variazione di blu. Il montaggio e le zoomate dei precedenti lavori vengono messe da parte, in favore di un ritmo meno frenetico e martellante.I principali elementi ricorrenti all'interno del film che ho individuato sono tre: l'acqua, la chiocciola e l'ortensia.
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