Prende una grossa quantità di cocaina, pensa che smerciandola farà abbastanza soldi da potersi togliere dai guai. Il giorno dello scambio la polizia interviene e sventa il traffico, tuttavia non riesce a incarcerare Frank che se la cava e torna dal boss nel tentativo di farsi perdonare.
Milo, il suo capo, non sarà tanto misericordioso e tra i due lentamente si creerà un attrito che porterà Frank a una corsa contro il tempo, per procurarsi il denaro e successivamente sfuggire alle grinfie del trafficante serbo.
Rimarranno invischiati nelle vicende anche il suo amico tossico, Tonny (Mads Mikkelsen), e la bionda cocainomane Vic (Laura Drasbaek), di cui Frank si innamora.
Questa è un anticipazione della trama di Pusher, esordio alla regia di Nicolas Winding Refn, datato 1996.
Siamo nella Copenhagen del regista, tra vicoli squallidi e villette a schiera, tra i party, le disco, i ristoranti e le vetrine.
Seguiremo Frank e il suo sciroccato amico Tonny per una settimana, la più frenetica e caotica della loro vita, mentre si delineano i canoni classici del film refniano: una trama semplice e lineare, basica, sufficiente ad accompagnare lo spettatore fino ai titoli di coda; luci stroboscopiche, poi naturalistiche, quindi al neon; fotografia definita e suggestiva e musiche strumentali elettroniche e new age.
Tematiche e scelte tecniche riprese anche da Luis Prieto nel suo remake del 2012, che differenzia esclusivamente per la location (Londra sostituisce Copenhagen).
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