venerdì 22 dicembre 2017

GEORGE CLOONEY - SUBURBICON -

Risultati immagini per suburbiconSuburbicon: fantomatica cittadina americana dalle due facce. Con la mendace placidità della sua comunità, che vede e sente solo quando necessario. Razzisti, antisemiti, xenofobi, raggruppati dietro miti spoglie, abitanti di un paese in cui vige il pregiudizio e l'omertà.
Tra questi vi è la famiglia Lodge, coinvolta nel controverso omicidio della moglie del patriarca, Gardner (il solito impacciato Matt Damon), cittadino modello (quasi immacolato, non fosse ebreo) in realtà artefice assieme alla cognata (Julianne Moore, al solito impeccabile) del piano volto ad intascare l'assicurazione sulla vita della compagna assassinata, per poi fuggire dal paese indisturbato.
Dall'altra parte dello steccato i vicini dei Lodge, una famiglia di colore da poco trasferitasi a Suburbicon, accolta dall'aggressiva intransigenza dei paesani.

Risultati immagini per suburbiconI due soggetti di partenza, legati apparentemente a doppio a filo, in realtà non trovano mai compimento. Al tentativo di Clooney di creare un dualismo che abbia come subalterni la discriminazione razziale e la corruzione societaria, si aggrega la scelta di inquadrare contemporaneamente una situazione domestica scabrosa; aggiungendo ancora più carne al fuoco, che col passare dei minuti si rivela sempre più fumo.
Il film si esaurisce banalmente, giungendo alla conclusione sviluppando due storie (distinte) solo in superficie - di cui la seconda, che si appoggia a sprazzi al troncone narrativo centrale, di rilevanza effimera - se considerata la contestualizzazione solo parziale degli eventi all'interno del microcosmo cittadino.
Risultati immagini per suburbicon meyersDiventano due diramazioni episodiche, di uno schema che non coglie in pieno la sostanza che suggerisce, concentrandosi su un versante, tracciando (anzi, suggerendo) l'altro superficialmente.
Il sempliciotto ricamo morale annesso alla sequenza finale, oltre ad essere disgiunto dal contesto narrato (risultando più una pacchiana deviazione) è la riprova dell'immaturità del regista, che a tutti i costi vuole metterci di tutto nel suo film, spandendo e sprecando, mischiando e contrapponendo sbrigativamente anti etica, razzismo e assoluzione morale.

Risultati immagini per suburbiconClooney, memore delle esperienze con cineasti del calibro di Alexander Payne (da cui riprende la satira sociale, volta a risaltare gli scomodi retroscena dei salotti aristocratici americani), Robert Rodriguez (da lì le sfumature pulp - e in alcuni segmenti addirittura splatter - di Suburbicon), e i Coen Brothers (nel tentativo spudorato di emularne l'ironia sofisticata, caposaldo dei movies della coppia di Minneapolis - su tutti l'ultimo Ave Cesare!, nel quale Clooney vestì i panni del protagonista - , da cui riprende anche lo script originale stilato nel 1986 da Ethan), dirige un film noir dai caratteri farseschi, piacione e vistoso. Apparentemente eccentrico ma fondamentalmente garante del lusso dell'attenzione pubblica (grazie anche alla faraonica campagna pubblicitaria), spinto ma mai eccessivo, non sbanda, non esce dalla carreggiata, caratteristico limite insito nel cinema americano contemporaneo.

E Suburbicon di George Clooney è un film smisuratamente limitato.

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