Il film inizia presentandoci due situazioni parallele: la vita della coppia Tomas e Isabel (Hugh Jackman - Rachel Weisz), e la ricerca atemporale della vita e della giovinezza eterna da parte dell'uomo lungo la storia. Nel film i due racconti vengono rapidamente unificati: Rachel, malata terminale di cancro, sta scrivendo un libro riguardo l'eterna ricerca di un albero della vita, la cui linfa guarirebbe tutte le malattie e annullerebbe il flusso del tempo sull'organismo. Il marito Tomas è un ricercatore impegnato nello sviluppo di una cura per il cancro al cervello, in primis per sanare l'afflizione della moglie. Leggendo gli scritti di Isabel Tomas viaggia nel tempo tornando al sedicesimo secolo, ai tempi dei conquistadores, inviati dalla regina del regno iberico allo scopo di rintracciare la fonte dell'immortalità per contrastare l'antagonismo di uno spietato cancelliere. Fugacemente vediamo ancora Tomas infiltrarsi in una congrega maya, e contemporaneamente vestire i panni di un monaco partecipe di un rituale volto all'ascendenza al medesimo oggetto di desiderio. In tal caso Xibalba, stella dei morti, offusca un cielo al di sopra dell'albero davanti al quale il monaco si prostra integerrimo e risoluto, in cerca di una risposta, una rivelazione trascendente che arriva infine.
La scoperta della conoscenza/esperienza (al solito negli archetipi del racconto canonico da cui la scrittura del film si attiene) collide con l'annientamento. E' sempre una conoscenza di cui l'uomo non è e mai forse sarà pronto, a ribellarsi. Laddove l'uomo cerca la chiave della conoscenza nella natura, è essa stessa beffarda a rivoltarsi passivamente sull'incursore ingenuo, cancellando certezze che nascondono mere supposizioni, frustrando l'esploratore tracotante di preconcetti tipicamente umani, mai umile e sempre superbo, convinto.E' il coraggio fomentato dalla curiosità a muovere l'uomo all'inseguimento di nuove brecce, di confini invalicabili o di miraggi, secondo passaggio del processo esplorativo: la presunzione dettata dall'ossessione. Da qui la ragione che ha portato il regista newyorkese a dirigere questo anti kolossal.
L'ossessione è il perno su cui ruota tutta la filmografia di Darren Aronofsky, da Pi Greco il Teorema del Delirio (Cohen ossessionato dalla risoluzione del quesito matematico) a Requiem for a Dream (la fisima per le droghe dei protagonisti) a The Wrestler (la fissa per il ring di Randy, unico luogo in cui si sente vivo), o Il Cigno Nero (l'irraggiungibile perfezione è l'assillo di Nina Sayers), o Madre! (il creatore e il soddisfacimento del suo popolo, la musa e la sua fuga dal "disegno" del creatore). L'incapacità per Tomas di accettare il destino già segnato della moglie è il motore della sua ossessione, la ricerca della vita oltre il limite naturale prende le voluminose pieghe del dilemma ancestrale condiviso con il monaco.
Nessun commento:
Posta un commento